Il “Brancolino” resta un mistero?

il BrancolinoUn fedele in preghiera, una “firma” dell’autore, un simbolo di pace, addirittura un extraterrestre. Molte ipotesi sul “brancolino”, grande testa, occhi allungati e una grande mano protesa verso l’esterno in un gesto non casuale. Non è l’unico, ma certamente il più simpatico tra tutti i suoi “simili” raffigurati, a piedi e a cavallo, in altre pievi della zona: a Decimo, a San Cassiano e San Giovanni in Controne.

Sarebbe degna della città questa pieve, col suo campanile imponente. Se ne hanno notizie dal 767, della pievania dal 1067, forse istituita dalla pia Contessa Matilde. Il disegno è semplice ma rigoroso, nell’impianto a tre navate, con abside sporgente, nella partizione a logge sovrapposte della facciata, nella scelta, non ordinaria, della pietra del rivestimento. Il restauro di fine ‘800, ha eliminato le sovrapposizioni stilistiche successive, restituendo un edificio suggestivo ed apprezzabile per le suppellettili originali rimaste: leoni in lotta cruenta con un soldato e con un enorme drago dal pulpito del XIII secolo; San Giorgio, in lotta con il drago in una terracotta robbiana; un fonte ottagonale romanico a immersione; una croce dipinta di scuola lucchese ed un crocifisso d’argento della bottega del Marti, uno dei grandi orafi del cinquecento lucchese, e uno strano personaggio scolpito nel bassorilievo dell’architrave del fianco sinistro della chiesa.

Un Commento

  1. Mike Matthews - il 21 febbraio 2009 alle 17:52 - #

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